domenica 7 giugno 2009

Dedicata a Mara




XLVI.
Primavera ormai riporta i miti tepori,
ormai la furia del cielo equinoziale
tace con le piacevoli aure di Zefiro.
Si lascino, Catullo, le pianure frigie
e la fiorente campagna della calda Nicea:
voliamo alle nobili città dell'Asia.
Ormai il cuore ultratrepidante s'augura viaggiare,
ormai felici per la voglia si rianimano.
Salve dolci comitive di amici,
che i partiti lontano da casa insieme
da ogni parte le varie vie riportano


Testo latino:

XLVI. Iam ver
Iam ver egelidos refert tepores,
iam caeli furor aequinoctialis
iucundis Zephyri silescit aureis.
linquantur Phrygii, Catulle, campi
Nicaeaeque ager uber aestuosae:
ad claras Asiae volemus urbes.
iam mens praetrepidans avet vagari,
iam laeti studio pedes vigescunt.
o dulces comitum valete coetus,
longe quos simul a domo profectos
diversae variae viae reportant.

N.B. Catullo, come tutti i poeti, ha una sua personalità, certo. In questo carme, tocca i temi della Natura e dell'amicizia, in un abbraccio totalizzante.
La margherita, tipico fiore primaverile, è simbolo di simpatia, bellezza ed allegria.
Dedico questo post alla mia amica Mara.

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