giovedì 21 maggio 2009

Fillide e Acamante


Gli antichi cantori greci sapevano come pochi cantare l'Amore. Ne trasse giovamento tutta la mitopoiesi, che altro non significò che l'esposizione poetica della complessità del mondo , delle relazioni interpersonali e dei rapporti dell'uomo con l'Ignoto.
L'Amore, dunque. Sfogliando i vecchi testi di Mitologia, ho trovato molto significativa la storia di Fillide ed Acamante.

Fillide era una principessa tracia ed amava alla follìa Acamante, figlio di Teseo. Un giorno Teseo partì col suo esercito - e accompagnato da Acamante - alla volta della città di Troia, dove infuriava una colossale guerra di popoli .
Fillide correva spesso alla spiaggia, con la segreta e muta speranza di ritrovare un giorno Acamante, specialmente dopo che si diffuse la notizia della caduta della città di Troia.
Ma la nave di Acamante ebbe un'avaria: Fillide, aspettandolo inutilmente, ne morì di dolore.
La dea Atena si mosse a compassione e la trasformò in un mandorlo , tuttavia spoglio delle verdi fronde.
Acamante, passando di là il giorno dopo, potè solo accarezzare il nudo tronco: ecco allora che le carezze, dettate dall'amore, ebbero il potere di far rivestire il mandorlo di fiori, ma non di foglie.
Da allora, questa fu la particolarità dei mandorlo: fiorire senza foglie.

Ho trovato bellissimo questo mito, e così ve lo voglio proporre.

Sir

5 commenti:

  1. bello il tuo post,grazie e buona serata.

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  2. Questa storia mi ricorda un pò il mito greco del Pigmalione,poi ripreso da Ovidio nelle Metamorfosi.
    Lui artista,disprezza i costumi femminili del suo tempo ,ritenendoli troppo lascivi,così torna a casa e crea una statua,talmente bella talmente perfetta da sembrare reale.
    Un giorno Pigmalione si reca ad una festa religiosa in onore di Venere,e mentre portava presso l'altare dei doni, sussurando dice : "O dei, se è vero che voi potete concedere tutto,io ho un desiderio:vorrei che fosse mia sposa" ,senza alcun riferimento esplicito alla sua statua di cui si era perdutamente innamorato,e che trattava come fosse davvero la sua sposa. Così Venere grata ed intenerita da quell'amore così puro,trasformò la statua in una vera donna. Pigmalione felice ed incredulo cercò di esprimere la sua gratitudine nei confronti della dea.
    Lui e la sua amata si sposarono,e dopo il matrimonio nacque Pafo,da cui l'isola ha preso il nome.

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  3. Vedo che apprezzi anche tu i mondi letterari che ci hanno preceduto,Nemesi. E molto azzeccato è il tuo intervento.
    La letteratura antica si ciba moltissimo del mito, per rendere ammirevole ed apprezzabile la realtà, e per darle una spiegazione che solo la Fantasia può cogliere ed amare.
    Il Medioevo (che, poi, non è poi una "età di mezzo", anzi!) vede, nelle sue opere letterarie, riprendere il vecchio concetto di "signum", ad indicare la muta spiegazione (signum, da semeion) che si cela nel Reale e che dà la spegazione del fatto.
    Grazie, a risentirci, Nemesi! Ho dato un'occhiata al tuo blog, è interessante...

    Sir

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  4. Grazie! Cosa amo,eh bella domanda,in realtà poche cose. Amo il sorriso di mio fratello,il tiramisù di mia nonna,amo Thom Yorke e la sua musica,amo tutte le suonate per pianoforte,e stop.
    E tu,cosa odi e cosa ami?

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  5. Non credo di sapere o potere odiare, Nemesi.
    Cosa amo? Tutto ciò che mi fa star bene e/o da un senso alla mia vita, arricchendola. E a tutto questo mi rivolgo con un senso di gratitudine infinita.
    Ciao
    Sir

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