domenica 10 maggio 2009

Euripide



Lascio ai Commentari di Letteratura Greca l'arduo compito della critica dei testi. Vorrei solo farvi notare la bellezza, la delicatezza, l'armonia dei seguenti versi .
Sono di Euripide, tratti dall'Ippolito (vv 121 e segg.) .
Credo che il miglior atteggiamento, in questo caso, sia l'ascolto e il ritener per sè la poesia sprigionata:

CORO: C'è una roccia che stilla acqua, si dice, dall'Oceano, e con la corrente viva che sgorga da lei riempie le anfore; qui da una mia amica, che bagnava nell'acqua vesti di porpora e le stendeva sul dorso caldo della pietra marina, ho avuto notizie della nostra signora.

Sta in casa, coricata su un letto di dolore, e un velo leggero le ombreggia la testa bionda; è ormai il terzo giorno che non avvicina alla bocca il frutto di Demetra e digiuna, e nel suo dolore nascosto desidera solo arrivare al termine infelice della morte.

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