domenica 10 maggio 2009

Le cupe Moire



L'Olimpo contempla, tra gli altri dei minori, le tre Moire bianco-vestite. Esse sono Cloto, Lachesi ed Atropo.
Cloto è la più piccola, ma è anche la più terribile.
Il filo della vita di ogni uomo è filato dal fuso di Cloto, misurato da Lachèsi e reciso - con le forbici - da Atropo. Atropo, quindi, uccide gli uomini; anche se Zeus può cambiare tutto ciò.
Dicevano gli antichi che l'uomo può influire il proprio destino con una corretta prudenza nel condurre la propria vita. Si racconta che alcuni dei ridano delle Moire, dicendo che Apollo riuscisse, un giorno, ad ubriacare le tremende della vita personale, per salvare la vita del proprio amico Admeto.

Così si espresse Esiodo nella sua Teogonia:

« Notte poi partorì l'odioso Moros e Ker nera
e Thanatos generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;
non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;
e le Esperidi che, al di là dell'inclito Oceano, dei pomi
aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;
e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:
Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali
quando son nati danno da avere il bene e il male,
che di uomini e dei i delitti perseguono;
né mai le dee cessano dalla terribile ira
prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. »
(Teogonia di Esiodo, vv. 211-222)

E Dante:

«Ma perché lei che dì e notte fila,
non gli aveva tratta ancora la canocchia,
che Cloto impone a ciascuno e compila...»

(Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXI, 25-27)






A Delfi, tuttavia, si onorano solo due Moire, non considerando Lachesi,ma pensando a Cloto ed Atropo come uniche reggitrici della vita umana. Ad esse si aggiungeva Afrosite Urania (la maggiore delle Moire) ; Urania significa "regina delle montagne".

Lachesi è quindi non menzionata, a Delfi. Che, forse, fin da allora l'uomo pretendesse di esser padrone della lunghezza della propria esistenza ? Ipotesi maliziosa, come malizioso è sempre stato l'umano agire.

Sir

3 commenti:

  1. E' bello riscoprire cose che credevi ormai dimenticate. Leggendo il tuo blog, non solo tornano alla mente antiche nozioni, ma insieme ad esse ricompaiono ricordi ed emozioni, le risenti nel cuore e pare che il tempo non sia mai passato.
    Dante, già quante volte passando in via Dello Studio a Firenze mi son chiesta dove mai fosse il famoso sasso su cui il nostro grande poeta si sedeva a meditare.
    Un caro saluto
    Simona

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  2. Sei di Firenze, Simona? Non mi dire! Anche io (in realtà, dal verde Mugello).
    Ma lo sai che Dante è il mio poeta-guida preferito?
    Saluti, a risentirci
    Carlo

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  3. Si sono di Firenze. In questa nostra città sono nata e ci ho vissuto diversi anni, poi mi sono trasferita con i miei nel tuo verde mugello, dove ho abitato per qualche anno, poi la vita mi ha portato in un'altra zona della toscana.
    Torno spesso a Firenze, lì c'è la mia infanzia e la mia gioventù, vado spesso nel mugello . Come vedi il mondo è infondo piccolo. Chissà se ti ho mai incontrate nelle mattine quando sul treno a Borgo per andare a lavorare, o se magari quando ti ho incrociato per il paese . Curiosa la vita e anche internet lo è: qui ci parliamo ci scambiamo emozioni e sensazioni, ma se le nostre strade si incrociano per la via siamo solo sconosciuti.
    Beh mi scuso per queste righe che divagano dal tema del tuo blog....
    Anche a me piace molto dante, i suoi versi sono pieni di musicalità ed armonia talmente intensa che leggendoli paiono musica...
    Saluti
    Simona

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