venerdì 8 maggio 2009

Ganimede e la costellazione dell'Acquario


La mitologia greca ci parla di dei, di eroi, di giganti, di mostri e di molti di questi personaggi mitici conosciamo il nome.
Qualcuno, però, ci è un po' più nascosto.
E', questo, il caso di Ganimede. Γανυμήδης, Ganymedes, era il figlio del re Troo, che diede il nome alla città di Troia. Era Ganimede il più bello dei fanciulli tanto che venne scelto dagli dei per far da coppiere al sommo Zeus che di lui si invaghì.
Ermete, in nome di Zeus, donò a Troo un tralcio di vite d'oro, opera di Efesto, ed una pariglia di bellissimi cavalli, per compensarlo della perdita del figlio.
Troo fu anche assicurato da Ermete che il figlio era ormai immortale, immune dalle miserie della vita terrena e della vecchiaia.
Un'altra versione dice che Ganìmede fosse rapito anzitempo dalla bella Eos, la dea del mattino, e solo in seguito il signore degli dei l'avrebbe tolto ad essa e preso per sè.
La grande Era considerò i favori per Ganimede come un affronto, sapendo che egli avrebbe preso il posto della figlia Ebe, fino ad allora coppiera degli dei. Zeus allora si irritò e pose l'immagine di Ganimede in cielo, a formare la costellazione dell'Acquario.

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