
L'anno scorso correva il centenario della nascita di Giovannino Guareschi, ma credo che non sia stato dato abbastanza rilievo alla cosa. Allora, sia pur con ritardo, mi provo io a farlo.
Guareschi è stato un grande scrittore italiano. Malvisto dai più perchè parlava "chiaro", sopportò le pene del campo di concentramento e, una volta in Italia, le battaglie sulla carta stampata. Fu avversato e combattuto in tutti i modi. E subì anche il carcere, senza difendersi e senza chiedere grazia.
Tutti abbiamo letto i suoi libri e visto i films basati sulle sue geniali intuizioni (Peppone e Don Camillo). E abbiamo riso, qualche volta di cuore, tale altra volta col groppo in gola.
Scusami, Giovannino, se ti ricordo con ritardo. Ma non l'ho fatto apposta; sono rimasto attaccato alla TV per vedere se qualche Italiano si ricordasse ancora di uno scrittore della Piana. Un amato scrittore che ci ha fatto ridere e piangere. Ma che, in ogni caso, parlava direttamente al nostro cuore.
Ciao, Guareschi
Sir
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