
Tra i lirici greci, Anacreonte si distinse per la leggera profondità del tema. Dalla Anacreontee oggi leggo:
Un'ape che dormiva tra le rose,
non la vide Eros, che ne fu trafitto in un dito:
lanciò un grido percuotendosi le mani
e di corsa e a volo venne dalla bella Citerea:
"Madre, son finito, son finito e sto morendo,
mi hacolpito un serpentello con le ali,
che è chiamato qui dai villici la pecchia ".
E lei disse:
"Se si soffre per un pungiglion d'ape,
quanto pensi che si soffra
per i colpi che tu infliggi?"
Caro Sir, i testi di Anacreonte sono sempre suggestivi e significativi.
RispondiElimina"Crudele fabbro, Amore, mi hai scagliato
l'ascia, di nuovo,
e mi hai tuffato in un torrente gelido.
E io amo e non amo
e più non so se la mia mente è mia
e non sono più in me."
grazie, Greta.
RispondiEliminaTrovo che Anacreonte sia molto moderno, in questa lirica; sembra che rappresenti l'uomo d'oggi con i suoi problemi, le sue incertezze...